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FAQ

Perché dovrei iscrivermi all’AVIS?

Per un sentimento di partecipazione sociale solidale, per avere la certezza di aver salvato una vita con un gesto semplice compiuto in sicurezza, senza trascurare che il principale obiettivo dell’Avis è la tutela della salute non solo del ricevente, ma anche del donatore. Il donatore si garantisce un controllo costante dello stato di salute, attraverso la visita medica e gli esami di laboratorio. Grazie a questi stessi controlli viene tutelato anche il ricevente, riducendo il rischio di malattie trasfusionali.

Il sangue dei donatori Avis è reso totalmente disponibile alle strutture sanitarie pubbliche ed è gratuito per il ricevente. In questo modo si evitano speculazioni e mercato del sangue: nella necessità è diritto di tutti avere disponibili i componenti salvavita del sangue.

L’attività dell’Avis, attraverso la promozione al dono del sangue, mira a coinvolgere più donatori possibile. La loro donazione periodica permette di aumentare la quantità di sangue disponibile per le necessità mediche, di ottenere l’autosufficienza, di evitare l’importazione di sangue dall’estero col rischio di trasmissione di gravi malattie (Epatiti, AIDS).

 

Per quale motivo dovrei donare il mio sangue?

Il sangue umano è un prodotto naturale, non riproducibile artificialmente e indispensabile alla vita. Donare il sangue è un atto volontario e gratuito, è un dovere civico, è una manifestazione concreta di solidarietà verso gli altri, esalta il valore della vita, abbatte le barriere di razza, religione o ideologia e rappresenta uno dei pochi momenti di vera medicina preventiva. E’ un atto di estrema generosità che permette di salvare la vita di altre persone. Proprio il fatto che il sangue sia raro implica la necessità di metterlo a disposizione di altri individui che potrebbero trovarsi in situazione di bisogno. Pensa di essere tu al loro posto.

 

Quali vantaggi ho ad iscrivermi all‘Avis?

Un nostro slogan recita “donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se stessi“. A livello individuale si ha la gratificazione morale di concorrere alla soluzione di un grave problema e l’orgoglio di appartenere ad una componente attiva del volontariato socio-sanitario, decisiva per la costruzione del sistema trasfusionale. Inoltre, donare regolarmente sangue garantisce al donatore un controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.

 

E’ necessario essere a digiuno per donare sangue?

Il mattino della donazione è preferibile aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè zuccherati, fette biscottate. Non sono consentiti i grassi animali (latte, yogurt, crema, cacao, ecc.).

Nel caso in cui si debbano effettuare le analisi di laboratorio è necessario essere a digiuno.

Come mi devo comportare col datore di lavoro se effettuo la donazione durante un giorno lavorativo?

Al donatore viene rilasciato un certificato per giustificare l’astensione dal lavoro. La legge del 04-05-1990 n. 107/90 prevede che: “I donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa”.

 

Ogni anno sento parlare di carenza estiva, ma non ci pensano i donatori?

La carenza di sangue nei mesi estivi è purtroppo un dato di fatto: si rilevano forti diminuzioni nella raccolta di sangue mentre il bisogno di emocomponenti rimane stabile. La partenza per le vacanze contribuisce a interrompere i consueti flussi di raccolta. E’ necessario quindi disporre di un adeguato numero di donatori periodici sui quali poter contare tutto l’anno, festività e vacanze comprese. Per questa ragione AVIS, da anni ha avviato un’attività di sensibilizzazione per cercare di garantire l’afflusso dei donatori a intervalli regolari presso le strutture trasfusionali, e ridurre il ricorso alle donazioni occasionali e sostitutive.

 

C’è qualche pericolo nel donare sangue?

Grazie all’accurata selezione medica, per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio. Ci sono precise disposizioni in merito alla raccolta del sangue: – l’uso di kit sterili monouso per il prelievo evita qualsiasi contatto tra il sangue di due donatori diversi anche all’interno dei separatori cellulari per aferesi. – la quantità di sangue o componenti prelevata è rapportata al peso del donatore (chi pesa meno di 50 Kg non può essere ammesso alle donazioni). – tra due donazioni di sangue intero deve trascorrere un intervallo minimo di tempo adeguato (per il sangue intero, almeno 90 giorni). – Prima di ogni donazione devono essere misurati pressione ed emoglobina e deve essere effettuato un colloqui con il medico. – una volta all’anno il donatore viene sottoposto a visita medica e dopo i 40 anni vengono intensificati i controlli dell’apparato cardiovascolare.

 

Per le donne (già soggette alla perdite del ciclo mensile) donare sangue non è dannoso?

La donazione di sangue per le donne non ha alcuna controindicazione. Tuttavia in virtù delle perdite legate al ciclo mensile le donne in età fertile possono effettuare solo un massimo di due donazioni di sangue intero l’anno. Il monitoraggio costante della emoglobina, effettuata prima di ogni donazione, e del ferro, tutelano la salute delle donatrici. Le donne risultano essere particolarmente “adatte” alla donazione di plasma in aferesi che non incide assolutamente sui globuli rossi ed il ferro.

 

La privacy dei risultati delle mie analisi è garantita?

Il segreto medico e la legge sulla “Privacy”, che individua le “figure” responsabili al trattamento dei dati in questione assicura la massima discrezionalità e segretezza di tutti gli aspetti sanitari e dei risultati delle analisi effettuate.

domanda

L’AVIS è una associazione di volontariato, con quali mezzi si sostenta?

L’AVIS è una associazione di volontari: nessun socio impegnato nell’associazione a qualunque titolo e con qualunque funzione, percepisce compensi. Sono stipendiati invece i dipendenti che svolgono un lavoro permanente nell’associazione. L’Avis sostiene economicamente la propria azione (spese per la promozione della donazione, per l’invio dei donatori alle strutture Trasfusionali e/o per la raccolta diretta delle unità di sangue, ecc.) con i rimborsi, stabiliti da un decreto ministeriale ed erogati, per convenzione, dalle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere . Altre fonti di finanziamento sono costituite da contributi di Enti Locali e donazioni private.

 

Cos’è la donazione di plasma mediante aferesi?

Oggi è possibile effettuare diversi tipi di donazione: oltre a quelle tradizionale di sangue intero, si possono effettuare donazioni mirate (dette aferesi) cioè solo di alcuni componenti del sangue e, tra questi, il plasma.

Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del “portar via”), attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità (plasma, piastrine,…), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente. Si parla di plasmaferesi se si preleva solo plasma, di piastrinoaferesi se si prelevano solo piastrine, di plasmapiastrinoaferesi se si prelevano plasma e piastrine, ecc. Una volta raccolto, il plasma viene conservato diversamente dal sangue intero e dai concentrati di globuli rossi, essendo congelato (se a temperatura inferiore a – 30° C) può essere utilizzato per un periodo massimo di 12 mesi. Il sangue è composto per il 45% circa di cellule, la parte corpuscolata, e per il 55% circa di plasma, la parte liquida. Le funzioni del plasma sono numerose: mantiene costante il volume di sangue circolante, porta ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo e di regolazione (ormoni, vitamine), raccoglie tutte le sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo delle cellule e le elimina attraverso i reni e il sudore, interviene nei processi di difesa immunologica e nella coagulazione.

 

Che cos’è l’autotrasfusione?

L’autotrasfusione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue e si realizza con una delle seguenti modalità:

  • predeposito
  • recupero perioperatorio
  • emodiluizione normovolemica

Il metodo più utilizzato è il predeposito, una tecnica trasfusionale con la qualesi preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati. Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento operatorio o nel post-intervento.

I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono:

  • eliminazione delle reazioni di incompatibilità
  • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive
  • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza
  • risparmio di sangue

Data ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2014